Lettere

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Vienna, 29 settembre 2018

Mio adorato Luis,

ti chiederai dove sia finita. Me ne sono andata, senza dire niente.
In questo momento mi trovo a Vienna, ma non cercare di raggiungermi, non mi troverai. Ti scrivo una lettera perché le e-mail mi paiono fredde e quello che ti devo dire non lo è per nulla.
Ho sentito il bisogno di andarmene perché, da quando lui non c’è più, tutta la storia mi sembrava non avere senso. Non so se cercherò di raggiungerlo, l’ultima volta che ci ha comunicato qualcosa era a Londra, lo ricordi bene immagino. Ma erano mesi fa, da quel giorno più nessuna notizia, nemmeno un messaggio veloce.
Volevo dirti che sono a Vienna per cercare di chiarirmi le idee, per questo è una città perfetta: l’aria gelida e una lingua che non capisco aiutano molto a cambiare prospettiva e riflettere.
Rivedo spesso, quando chiudo gli occhi, tutta la nostra storia. È un film che scorre veloce, del quale ricordo molto poco, ma quello che mi viene alla mente è davvero intenso. Non posso vivere senza questo amore, però scusami se me ne sono andata, non era più come prima.
Non sto scrivendo questa lettera per dirti come ti dovresti comportare con me, ma lo sai anche tu che questa relazione non poteva più funzionare.
Spero di aggiustare la mia testa, guardando un po’ di tramonti e respirando l’aria di una città che non conosco.

Ti saluto e ti abbraccio, anche se so che storcerai la bocca.

Non più vostra,

Valery

 

Londra, 31 gennaio 2019

Cara Valery,

ho deciso di aspettare a darti una risposta, come tu hai fatto attendere me, quando non sapevo dove fossi andata.
Fai sempre di testa tua, senza consultare nessuno, ma forse, senza questo atteggiamento, i mesi più belli della mia vita non esisterebbero.
Sono a Londra, lo sto cercando. Infatti, anche se non ti ho risposto, non nascondo che la tua lettera ha mosso qualcosa in me: ho prenotato subito un biglietto aereo.
Ancora nulla, e ovviamente non risponde. Avresti qualche consiglio per me? Tu lo conosci meglio, sai dove potrebbe nascondersi.
Una cosa non è cambiata: siamo sempre in viaggio attorno al mondo. Rido mentre penso a noi, a come eravamo felici, e ora tu sei a Vienna, e io qui, a cercare Simon.
Vi odio un po’, mi avete distrutto la vita.

Fatti sentire se ti viene qualche idea, se scopro qualcosa ti aggiorno. Non sarebbe meglio una telefonata?
Fammi sapere,

Luis

 

 Vienna, 15 febbraio 2019

Caro Luis,

ieri ho ricevuto la tua lettera, era San Valentino. Mi è tornato alla mente il 14 febbraio dello scorso anno: una giornata perfetta, ma piena di paura. È stato lì che è iniziato tutto.
Che storia folle abbiamo vissuto, e quanto mi manca…

Non rispondo alle tue chiamate perché non credo di riuscire ad ascoltare la tua voce. Le lettere sono più discrete, puoi scegliere quando rispondere, quanto pensare. E poi ci insegnano ad aspettare, ad attendere l’altro, e non a scappare alla prima difficoltà… Ma forse questo non lo dovrei dire a te…
Hai novità di Simon? So che conosceva un paio di persone a Londra, la sorella di un amico e un suo vecchio compagno di classe.
Ho un indirizzo: Iffley Road 27, Hammersmith, è quello della sorella di Adrien.
Potresti provare qui.

Oggi ti abbraccio e ti bacio, perché mi manchi (anche se non dovresti).

Valery

 

Londra, 1 marzo 2019

Cara Valery,

Adele, la sorella di Adrien sa dove si trova Simon, ma non vuole dirmelo. Dice di aver giurato di non farlo.
Allora mi è venuta un’idea. Ti sembrerà strano, ma a volte faccio cose insolite anch’io.
Ho raccontato ad Adele delle lettere che ci mandiamo noi due, le ho detto di come sono discrete, e che lasciano il tempo di pensare ad una risposta (grazie per le tue ultime parole). Le ho perciò chiesto di proporre a Simon uno scambio di lettere con noi due, con la promessa che non sarei andato a spiare alla sua casella di posta.
So che la tentazione è forte: potrei mandargli una lettera e appostarmi in prossimità dell’indirizzo, per vedere quando la ritirerà. Ma dobbiamo riguadagnare la sua fiducia, e questo sarebbe imbrogliare.

Comunque, dopo pochi giorni Adele mi ha ricontattato, ha detto che Simon non è stato contento del sapermi nella sua stessa città, ma dopo aver insistito un po’ le ha fatto avere l’indirizzo di una casella di posta. Si trova alla Mail Boxes Etc. del London Bridge. Ora possiamo scrivergli!
Non so se da parte sua cambierà qualcosa, alla fine è un po’ come i messaggi o le chiamate, ma forse riuscirà a percepire le lettere diversamente, mi fido di te.

Ciao,

Luis

 

Vienna, 30 aprile 2019

Caro Luis,

scusa se non ti ho risposto prima, ma quando ho ricevuto la tua lettera non sapevo bene se ringraziarti, se scrivere a Simon, o cos’altro fare. Alla fine mi sono paralizzata per due mesi.
Nel frattempo ho però riflettuto, e subito dopo questa lettera ne manderò una anche a Simon. Tu hai aspettato me per scrivergli?
Inoltre, ho anche riflettuto su Vienna, penso tornerò a Marsiglia tra poche settimane.

Luis, non sono arrabbiata con te, ma tu forse sì. Ricorda però che la cosa più importante è trovare Simon, poi so che si aggiusterà tutto, senza fare altro.

Baci,

Valery

 

 Vienna, 30 aprile 2019

Caro Simon,

le lettere sono un mezzo di comunicazione speciale: sono lente, costano, escono direttamente dal passato, ti fanno pensare realmente e profondamente a cosa stai per scrivere, a come sporcare la carta raffinata per cui tanto hai speso.
Scrivere una lettera non è mai tempo buttato, è tempo impiegato nel dire a una persona quanto t’importa di lei.
Quando te ne sei andato, a giugno, io e Luis non sapevamo cosa fare, era tutto diverso.
Ad agosto me ne sono andata anch’io, ora mi trovo a Vienna, come puoi ben vedere. Ma non rimarrò ancora per molto, a breve tornerò a Marsiglia.
Luis è a Londra, ti sta cercando, ma questo già lo sai.

Chiederti perché te ne sia andato non è il metodo migliore per iniziare una conversazione, ma se hai voglia di comunicarmelo te ne sarei davvero grata.
Ti amo, non ho mai smesso di farlo, ma sono molto arrabbiata con te: hai sconvolto l’equilibrio, i mesi più belli della nostra vita. Perché l’hai fatto? Non erano per te altrettanto felici? O forse hai avuto paura?
Spero tu stia riuscendo a trovare le risposte che ti mancano, e che sia per questo che non ci fai sapere più nulla da quasi un anno.

Spero tu decida di rispondermi, prendendoti tutto il tempo che ti serve (il bello delle lettere).

Vostra,

Valery

 

Londra, 14 maggio 2019

Cara Valery,

pensavo che la mia idea non ti fosse piaciuta, e ora posso tirare un respiro di sollievo. Non ho ancora scritto a Simon, lo farò il prima possibile.
Non sono arrabbiato con te, in realtà mi manchi. Però mi avete abbandonato entrambi, non è stato semplice, spero tu lo capisca.
Spero davvero che Simon stia bene, mi sono chiesto spesso cosa gli sia passato per la testa, perché ci abbia abbandonato da un giorno all’altro. Spero che queste lettere portino a qualcosa, che ci sappia dare una risposta plausibile, che non mi distrugga di nuovo il cuore.

Un triste (e non arrabbiato),

Luis

 

 Londra, 14 maggio 2019

Caro Simon,

anche Valery deve averti scritto qualche settimana fa.
Volevo dirti tante cose ma ora non le ricordo più. Adesso che ho il foglio qui davanti, interamente bianco, non so cosa dirti.
Questo foglio è un po’ come me, senza di voi.
Perché l’hai fatto? Andava tutto bene, eravamo felici, eravamo davvero noi stessi, come mai prima nella vita…

Spero davvero che tu decida di risponderci, solo per farti sentire, per dirci che stai bene, se vuoi per spiegarci il perché. I perché.

Mi manchi, ci manchi.

Tuo, vostro,

Luis

 

Londra, 20 giugno 2019

Cari Valery e Luis,

manderò la stessa lettera ad entrambi, non ho voglia di pensare a voi più di quanto mi costringiate a fare.
Ho accettato di ricevere le vostre lettere perché sapevo che altrimenti non mi avreste  più lasciato in pace.
Vi scrivo esattamente un anno dopo il giorno della mia partenza, ma un anno non è riuscito a cancellare tutto quello che abbiamo vissuto.
Tu eri mia, piccola Valery. E io ero tuo. Ma ci siamo innamorati, di nuovo. Che errore stupendo.
Luis, così bello, intelligente ed elegante, i capelli castani lunghi fino alle spalle. Un intellettuale d’altri tempi.
Ci hai abbagliato con tutta questa luce, noi come moscerini siamo stati attirati, mio caro Luis.

Ricordo il 13 febbraio, ancora tu non c’eri, ma ti avevamo appena conosciuto.
Quella sera stavamo facendo sesso, io e Valery, e lei osservava il mio viso: era strano, diverso. Mi ha chiesto a cosa stessi pensando. Non immagini lo stupore quando la mia risposta è stata: Luis.
Anche lei pensava lo stesso: il giorno dopo ti abbiamo chiesto di uscire. Immagino l’avessi capito, era il giorno di San Valentino.
I mesi insieme sono stati i più belli della mia vita, e anche della vostra, immagino.

Vi pensavo insieme ora, uniti più che mai dal vostro amore.
Me ne sono andato perché non provavate più per me quello che sentivate tra di voi. Ho visto il vostro amore crescere, mi sono sentito escluso, abbandonato.
E ora invece vengo a conoscenza, da Adele e da queste lettere, che tu Valery te ne sei andata. Per quale ragione? Non ami Luis più di quanto ami me? Perché era così, quando sono partito.
Mi mancate, ma non tornerei indietro se volesse dire rivivere la merda di un anno fa.

Se vi amate e siete felici non sprecate del tempo per rispondere a questa lettera, buona vita.

Simon

 

Marsiglia, 13 luglio 2019

Caro Simon,

concedimi questa lettera per spiegare.
Non ho mai amato Luis più di quanto ami te, in passato, invece, è successo il contrario.
Come ben sai, dopo due mesi dalla tua partenza, me ne sono andata anche io. Che senso aveva rimanere con Luis, se non potevamo stare tutti e tre insieme?
La nostra storia non funziona più con due soli pezzi, spero tu riesca a capirlo.
Non vorrei risultarti troppo disperata, ma ho prenotato un aereo per Londra, tra due settimane vi raggiungo. Non ho però detto ancora nulla a Luis, e non gli dirò di essere in città a meno che tu non contatti entrambi per un incontro. Queste sono le mie condizioni: in tre o da soli.
Questo sarà il mio nuovo indirizzo: Chesilton Road 72, Fulham, Londra.

Spero di vedervi di nuovo,

Valery

 

Londra, 2 settembre 2019

Cari Valery e Luis,

non so dove siate, spero ancora qui a Londra. Ho riflettuto molto.
Non mi rimane altro da perdere, perché ho già lasciato voi. Sono ancora arrabbiato.
Spero che quando ci incontreremo abbiate le parole giuste per spiegarmi cos’è successo realmente, per dirmi, guardandomi negli occhi, i vostri veri sentimenti, senza mentire.
Per ora posso solo dirvi che mi spiace essermene andato senza spiegazioni, non è stato molto intelligente da parte mia.
Vediamoci sul Millenium Bridge, nella sua esatta metà, il 29 settembre, alle sei del mattino.

Spero di riuscire ad abbracciarvi quando vi vedrò, è quello che desidero ma che rifuggo di più.

Simon

 

 

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Il mondo dietro le finestre“, illustrazione di © Daniel Cuello

 

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