Cinzia di Leo Ortolani

Cinzia è una graphic novel scritta e disegnata da Leo Ortolani, uscita a novembre 2018 per Bao Publishing.

La storia che ci viene raccontata è appunto quella di Cinzia, un personaggio conosciuto già da molti, perché parte delle storie di Rat-Man. Cinzia può però essere letto da chiunque, non è necessario aver prima affrontato altri lavori dello stesso fumettista, in quanto la storia è slegata da quell’universo. Io stessa mi sono approcciata a lui per la prima volta con questa graphic novel.

A detta di molti questo è il miglior lavoro di Leo Ortolani finora.
Cinzia è una donna transgender (cioè M to F, male to female) che cade vittima di un amore che ci pare totalmente impossibile, ma su cui Cinzia non smette mai di sperare.
Questa trama, molto semplice e lineare, è però intervallata da numerose riflessioni sulla vita delle persone transgender: Cinzia viene discriminata, derisa, guardata come un fenomeno da baraccone. Le critiche nei confronti della società patriarcale, bigotta e maschilista (e anche un po’ machista) sono numerose, il mondo in cui si muove la nostra protagonista assomiglia molto al nostro, forse è proprio il nostro, con i suoi gruppi a favore della “famiglia tradizionale”, i fertility day e l’omofobia strisciante e dilagante.
Lo spirito di Cinzia in tutto questo è però leggero, molto ironico, il suo personaggio sicuro di sé e divertente, come se avesse da anni imparato a non farsi toccare dalle critiche e dalle violenze verbali.

Ho amato Cinzia, è una boccata d’aria fresca, una graphic novel leggera e libera.
Si parla di un argomento, la transessualità, che viene trattato così poco da essere quasi invisibile (trans-erasure), e quelle poche volte in cui se ne fa menzione, i fraintendimenti, i pregiudizi e l’ignoranza sono all’ordine del giorno.

Da quando mi sono avvicinata al femminismo intersezione (si parla ormai di qualche annetto) non ho potuto non informarmi e non essere ally anche della comunità transgender, che spesso risulta essere proprio “l’ultima ruota del carro”. Ho trovato Cinzia davvero ben scritto, ma se proprio devo muovere una piccola critica… Eccola qui: quando sento parlare di transessualità parto da un livello di informazione piuttosto alto, e riesco quindi a capire le battute presenti all’interno di questo libro, che utilizzano principalmente i luoghi comuni sulle perone trans.
Sono tornata a rileggere però un paio di passaggi con gli occhi di una persona per nulla informata sull’argomento, e mi sono accorta che avrebbe probabilmente inteso la battuta in un modo totalemente differente, oserei dire quasi denigrante. Spero di essermi sbagliata e di aver pensato più male del dovuto, forse sono troppo “politically correct”.

Ci tengo comunque a dire che ho apprezzato moltissimo i dialoghi, mi preoccupa solo come potrebbe passare il messaggio. Ma d’altronde chi sono io per decidere cosa è giusto o sbagliato dire nei confronti di una comunità di cui non faccio parte? E poi, se le persone sono ignoranti, non è un problema dello scrittore.

Btw, Cinzia è comunque da cinque stelline piene 🙂

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